Escape Room, come funziona il format per il team building aziendale

Dic 3, 2017 | Escape Room Team Building, Impossible Reports

Escape Room è un format innovativo, originale e ideale per diventare un team building efficace all’interno di un contesto aziendale. E’ un’attività che si svolge in team il cui obiettivo è riuscire a fuggire in 60 minuti dalla stanza stessa, ma non va confusa con una semplice caccia al tesoro.

L’attività prevede che i partecipanti svolgano una storia di fiction -che viene somministrata da un responsabile in una fase di briefing preliminare all’ingresso nella stanza- attraverso la risoluzione di una serie concatenata di enigmi, grazie all’interpretazione di vari indizi, in un’ambientazione e una scenografia pensata in modo da risaltare il realismo dell’esperienza di fiction. I nostri ospiti si ritrovano immersi in un contesto che richiede di interpretare un episodio di una fantasiosa serie tv, senza un copione prestabilito, diventandone di fatto i protagonisti dal vivo.

Un escape room team building prevede quattro tipologie di attività tra loro:

  • ricerca di oggetti nascosti
  • interpretazione di segni e segnali
  • risoluzione di giochi di logica
  • risoluzione di giochi di abilità

Attività legate e intrecciate tra loro in un flusso a bivi che, avanzando, svolge e risolve progressivamente la narrativa dell’esperienza, fino ad arrivare a una sua conclusione con l’enigma finale, che permette di riuscire a fuggire.

Rispetto alle altre attività di outdoor e off site team building, l’escape room ha una peculiarità che la rende unica e originale: trovare le regole del gioco fa parte del gioco stesso. Al contrario, le altre attività di team building sono rigidamente codificate a monte. Ad esempio è codificato che, nel tiro al bersaglio, la regola del gioco sia colpire al centro; come è codificato che, in una gara di cucina, la gara richieda di cucinare meglio dell’avversario, dati alcuni vincoli. Nel nostro caso, capire quali indizi sono quelli giusti, quali quelli sbagliati e quale la giusta modalità per andare avanti è a totale appannaggio dell’estemporaneità della relazione che si viene a creare all’interno della stanza tra i partecipanti, secondo tre variabili principali: team working, problem solving e positive attitude. Il tutto, gestito, condotto e moderato dallo staff di regia che, oltre a gestire le operazioni, ha un ruolo attivo e contestualizzato nell’esperienza e nel somministrare aiuti o indizi, secondo regole e modalità concordate con i team in anticipo.

Questo tipo di attività permette di abbattere e ribaltare stili di leadership consolidati, innesca dinamiche di confronto e feedback immediati, potenzia l’affiatamento in termini di orientamento al risultato e cooperazione funzionale. I nostri ospiti si ritrovano in una situazione inattesa e imprevista, fuori dalla loro area di comfort, in un clima di adrenalina, sfida, mistero e divertimento.

Il format di team building della Impossible Society divide il gruppo aziendale in team e sotto-team, in una sfida a più manche, che alterna esperienze di fuga e attività enigmatiche, per decretare una classifica e un vincitore finale. Siamo in grado di simulare un sorteggio delle squadre, istruendo un software che dal vivo mantiene accoppiamenti o separazioni. In questo modo gli ospiti non percepiscono di essere stati divisi o affiancati precedentemente, ma pensano di essere stati sorteggiati casualmente dal software stesso.

L’esperienza è interamente condotta da un responsabile, che gestisce le fasi di briefing dei partecipanti in quella che è una vera e propria “esperienza seriale”, dove le varie manche rappresentano episodi diversi di una storia con una narrativa unica. All’interno delle singole manche di gioco, ogni singola stanza è gestita e moderata da un “game master”, un operatore specializzato che fa da regista e operatore del gioco.

Al termine dell’esperienza, dopo una breve consultazione interna tra lo staff, il responsabile del team building conduce un debriefing finale nel quale mette a nudo, tenendo come unità di osservazione i gruppi di lavoro e non i singoli partecipanti, punti di forza e punti di debolezza, interroga il team in merito al contributo che i singoli pensano di aver dato nei confronti del proprio gruppo e -al contrario- su come il gruppo abbia invece favorito il contributo e la partecipazione dei singoli. Infine, dopo aver raccolto queste testimonianze, il debriefing si conclude con un’analisi da parte del responsabile stesso, che ha osservato esternamente in maniera imparziale, così da condurre i partecipanti verso una fase di consapevolezza della propria performance e dei propri atteggiamenti.

Leggi l’articolo, per scoprire i nostri team building, i nostri eventi e le aziende che hanno già partecipato.